Venosa, martedì 23 giugno 2020, sulla pagina Facebook ufficiale del comune è stato pubblicato un avviso in cui si annunciava la riapertura, post emergenza covid, di tutti gli uffici comunali, biblioteca inclusa, escludendo per quest’ultima la necessita di prenotazione per l’accesso. Alcuni giovani nella giornata di oggi, 24 giugno 2020, si sono recati in biblioteca per studiare (nonché per usufruire di un servizio pagato con le tasse) e si sono visti impediti l’accesso.

Seppur aperta, la biblioteca comunale è inaccessibile al pubblico. La ragione? Del tutto ignota a chi questa mattina si è recato lì con la speranza vana di riuscire, nel piccolo, ad adempiere al proprio ruolo nella società! Ah tanto vantata Cultura! Ma, a parte l’errore di comunicazione su cui con un po’ di pazienza si può passare sopra, ci si chiede in primis a che cosa serva tenere un ufficio pubblico aperto e nei fatti chiuso alle necessità dei cittadini. In secondo luogo la riflessione sorge spontanea: in città, da un mese, ha riaperto tutto, come mai i servizi ai cittadini “riaprono” solo ora? Siamo consapevoli del fatto che la ripartenza sia non soltanto possibile, ma altresì doverosa, seppur nel rispetto delle nuove norme che la situazione sanitaria nazionale ha imposto (distanziamento sociale e uso consigliato di dispositivi di protezione individuale). La biblioteca, d’altronde, è soltanto la punta dell’iceberg di un immobilismo che la nostra cittadina non merita. Non vorremmo che venisse persa l’occasione non solo di ripristinare tutti i servizi utili alla collettività, ma addirittura di migliorarli al fine di renderli fruibili in pieno a chi ne abbia interesse o necessità. Attualmente la chiusura delle università e l’incertezza del futuro più prossimo che ne deriva, ci deve spingere a considerare e a gestire nel modo più proficuo possibile l’afflusso di tanti giovani studenti che hanno fatto ritorno in paese per rimanerci, verosimilmente, anche oltre il breve periodo delle vacanze estive. Proponiamo a tal fine di valutare l’allestimento idoneo di aree all’aperto (pensiamo, tra le altre, a quella situata alle spalle della pista comunale) in parte per sottrarle ad un abbandono improduttivo, se non quando distruttivo, in parte per declinare lo studio in una cornice che non può che arrecarvi benefici sia in termini di qualità che di rispetto delle regole. con la speranza che l’amministrazione guardi alla nostra critica come momento di crescita, rimaniamo a disposizione per un ulteriore confronto

Giovani Democratici Venosa

Notizie correlate

Rispondi