La gestione di alcuni importanti asset regionali o servizi comunali sono di difficile gestione sempre, a prescindere dal partito che governa o dalla bandiera che sventola sul tetto delle istituzioni. L’aumento delle tariffe dell’acqua è questione che un governo regionale può anche mettere in conto. Il problema vero sta nel come si arriva a determinate decisioni di questo tipo. Ragionare sul quotidiano, senza un minimo di programmazione, ci consegna decisioni che non nascono dalla consapevolezza di una visione politica, ma dalla sorte, da una fatalità figlia dell’incapacità di chi amministra. Siamo consapevoli che nel passato tanti sono stati gli errori, ma questo non giustifica l’incapacità di rispondere ad una promessa elettorale. La questione diventa paradossale quando sindaci non solo votano una risoluzione facile (aumento delle tariffe), ma rifiutano anche la possibilità di rimandare ad un’analisi più puntuale della problematica e più della metà addirittura non partecipa. Il PD di Venosa ha scelto di intraprendere una strada poco battuta dalla politica attuale, quella del confronto e della costruzione delle risposte. Argomento difficile, delicato e che richiede tanto impegno e poco ciarlatanismo. Lo sappiamo benissimo, ed è per questo che chiediamo di fare un passo indietro e cercare una risoluzione più equa e giusta. La pandemia ha messo in ginocchio cittadini ed istituzioni e la politica non può permettersi scelte così banali sotto le mentite spoglie della “necessità”. La politica non è un mero calcolo matematico ma rappresenta l’occasione per autodeterminarsi, per battere la strada che percorreranno i nostri figli.

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