Le ultime notizie che ci giungono dall’area industriale di Melfi confermano la forte preoccupazione che già un anno avevamo manifestato.

I circoli del Partito Democratico e dell’Ufficio Politico Vulture, Melfese ed Alto Bradano di Melfi, Lavello, Rionero, Venosa, Rapolla, Ripacandida, Banzi, Palazzo San Gervasio, Genzano di Lucania, già negli incontri dei mesi scorsi con i lavoratori e le forze sindacali, avevano affrontato la situazione e raccolto molte delle preoccupazioni che oggi trovano evidenza nelle dichiarazioni e nelle azioni di Stellantis.

Il piano industriale per Melfi va verso la transazione elettrica, la mobilità del futuro, ma tante incognite e ritardi vediamo ancora all’orizzonte, oggi la situazione più preoccupante è la riorganizzazione del lavoro che Stellantis modifica a sfavore delle aziende di logistica e indotto.

Il nostro compito, come forza politica del territorio, è lottare “con gli occhi della tigre” affinché in nessun modo si perdano posti di lavoro.

Siamo favorevoli alla transizione, ma senza creare disagi sociali.

Abbiamo bisogno, certo, di maggiore efficientamento, riconversione, miglioramento energetico delle aziende, ma i posti di lavoro non si toccano. Le risorse per formazione, nuovi investimenti, miglioramenti infrastrutturali esistono; bisogna mettere insieme aziende, sindacati, istituzioni nazionali e regionali per organizzare un sistema in grado di permettere e di garantire che tutto avvenga senza creare disagi occupazionali e conseguenti, sicure, riduzioni demografiche.

La Regione Basilicata non può indietreggiare, lo spopolamento è un dramma per le nostre comunità e bisogna intervenire con decisione ed autorevolezza.

Non vogliamo che i nuovi processi industriali facciano perdere altro capitale umano al nostro territorio.

ZES, determinazione “area di crisi nazionale”, formazione, sostegno ai processi di innovazione per tutta la filiera della componentistica, queste solo alcune delle soluzioni per garantire la giusta dignità ai lavoratori dell’indotto e di Stellantis.

Sosterremo da subito il presidio davanti la Regione Basilicata dei lavoratori e delle forze sindacali.

 

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